Un estate calda e difficile per le famiglie con anziani non autosufficienti
A CURA DI MAURIZIO TOMASSINI membro direzione nazionale ACLI
Siamo anche noi una città ad alto tasso invecchiamento che si rifiuta di programmare il suo sistema della rete dei servizi locali socio-sanitari.
Dopo ormai più di trent’anni che tutti i medici e gli operatori sociali chiedono una Rsa per una città di 60 mila abitanti, solamente da poco la Regione Marche ci ha concesso diciotto posti letto per RSA presso la residenza per anziani del Cante di Montevecchio, naturalmente sempre tutti pieni. Per quelli meno fortunati si arriva ad avere una risposta alla domanda di un posto letto a Macerata Feltria.
La costruzione di una Rsa adiacente alla residenza Don Tonucci di San Lazzaro, per la quale si era trovato un accordo con la Regione per 80 posti compresi posti per anziani con Alzheimer, ancora è da costruire.
Nessun posto in nessuna residenza per anziani di Fano per le “demenze”, mentre la domanda è ormai da tempo arrivata a numeri molto preoccupanti. Alla prese con i problemi in questa estate calda, decine e decine di famiglie che non possono riportare a casa e continuare ad assistere i loro anziani in dimissione da Rsa, dove hanno completato il ciclo riabilitativo e sono costrette a trovare posto in una delle strutture per non autosufficienti, dove a Fano è diventato quasi impossibile.
Si trova posto nell’entroterra ma con evidenti difficoltà; quei comuni hanno giustamente posto una riserva di posti per i loro residenti. I posti disponibili nelle tre strutture residenziali definite “Residenze Protette” per non autosufficienti, dove ci si arriva spesso dopo un percorso che di fatto costringe le famiglie ad una scelta dolorosa provocata dalla impossibilità di assisterli nella loro abitazione, passa per l’ospedalizzazione e la riabilitazione in RSA, spesso causate da patologie croniche o anche dalle classiche cadute con gravi fratture.
Per un familiare non è facile emotivamente la ricerca di una casa di riposo. Magari una struttura la trovi, ma sistemare l’anima e i sentimenti è una questione molto difficile.
Familia Nova 60 posti di cui 48 convenzionati, Don Tonucci 30 posti di cui 24 convenzionati, Cante di Montevecchio 38 posti di cui 31 convenzionati per un totale 128 posti letto.
Per convenzionati, si intende, che per quei posti la sanità passa una quota sanitaria a copertura del costo delle retta complessiva con un rimborso mensile di circa 500 euro. Quindi non tutti ne fruiscono, anche se la Regione da tempo ha programmato di coprire l’intero fabbisogno.
Una città di 60 mila abitanti la cui popolazione over 85 di 2689 grandi vecchi, non può più reggere l’impatto, solo con la gestione a domicilio di anziani con gravi patologie.
Se poi aggiungiamo che la riforma Draghi sulla non autosufficienza, che era legata alle risorse europee del PNRR, è naufragata con la caduta del governo, riforma che prevedeva prioritariamente risorse e servizi per sostenere la domiciliarità, le prospettive a breve, termine sono poco incoraggianti.
Molto si attende dal riordino della sanità territoriale e da quell’integrazione socio-sanitaria, che è diventata uno degli obiettivi prioritari della legge di riordino della sanità marchigiana.
Ci sarebbe poi da prendere in considerazione la qualità dei servizi offerti, ma questo è un capitolo alquanto complesso, che essendo governato da normative regionali, da forme di autorizzazione e accreditamento, da rapporti tra strutture del privato sia for profit che non profit, non è possibile trattare a partire dai diritti degli utenti che vengono descritti nelle carte dei servizi. Non sappiamo cosa succederà nei prossimi anni, se si deciderà o meno di investire risorse e intelligenze, per sviluppare un sistema di servizi in grado di accompagnare le nostre comunità sempre più anziane, coniugando sostenibilità economiche e sostenibilità sociale, garantendo libertà e dignità alle persone. Una cosa è certa il futuro non è lontano, il futuro è adesso.